Il miracolo di San Gennaro

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Gennaro Procolo, vissuto a cavallo tra il 200 e il 300 a.c., fu un vescovo e martire cristiano ed è al giorno d’oggi riconosciuto come santo dalla Chiesa Cattolica e Ortodossa.

L’evento che portò alla sua ordinazione episcopale risale al periodo delle persecuzioni religiose dell’imperatore Diocleziano.

Si racconta infatti che, proprio a causa della sua religione, fu condannato con altri suoi compagni compagni ad essere sbranato dalle bestie nell’anfiteatro di Pozzuoli. In seguito però, a causa di un ritardo dell’imperatore, quel tipo di condanna fu sostituita dalla più veloce decapitazione.

Come tradizione, dopo la decapitazione fu raccolto il sangue del vescovo, in questo caso da una donna devota di nome Eusebia, e fu poi custodito in due ampolle.

Secondo i racconti la prima liquefazione avvenne ai tempi di Costantino I, quando il vescovo Severo, durante il tragitto per trasferire le spoglie di San Gennaro a Napoli, avrebbe incontrato Eusebia che portava le ampolle con il sangue. In quel momento la vicinanza tra corpo e sangue, avrebbe provocato il miracolo dello scioglimento.

Tuttavia, come viene attestato dal “Chronicum Siculum”, la prima data precisa del miracolo risale al 17 Agosto 1389, anno in cui ci fu una grande processione per assistervi.

Essendo il patrono di Napoli, le sue spoglie con le ampolle al giorno d’oggi si trovano nel Duomo della città, e si può assistere al miracolo durante 3 date fondamentali: il 19 Settembre, la prima Domenica di Maggio, e gli otto giorni successivi, e il 16 Dicembre.

In particolare il 19 Settembre ricorda la data del martirio del Santo, mentre il 16 Dicembre ricorda l’eruzione del Vesuvio dopo 131 anni di inattività.

il tempo impiegato, intensità e colore del sangue determinano la positività del miracolo.

Lo scioglimento inizia sempre dal basso verso l’alto, ed è possibile che il sangue, di colore rosso acceso, si sciolga fino a raggiungere la consistenza liquida dell’acqua ,essendo in questo caso di buon auspicio, così com’è possibile che il sangue, rosso pallido, non si sciolga del tutto mantenendo una consistenza pastosa, essendo in questo caso presagio di un anno di tribolazioni.

Il miracolo è sfavorevole, poi, se avviene dopo 3 ore dall’inizio della cerimonia,o arrivi a ritardare di giorni, o se addirittura il sangue si scioglie prima dell’inizio.

Inoltre è possibile che tutto ciò non avvenga, che non ci sia alcuna liquefazione e quindi alcun miracolo.

In questo caso, eventi catastrofici si abbattono sulla città, come ad esempio:

  • Nel 1939 ci fu l’inizio della seconda guerra mondiale
  • Nel 1940 l’Italia entrò in guerra
  • Nel 1973 ci fu un epidemia di colera
  • Nel 1980 ci fu un terremoto di magnitudo 6.5 in scala Richter

Più che miracolo, la Chiesa cataloga tutto ciò come “evento prodigioso”, in quando il miracolo è qualcosa di divino a cui non si può attribuire alcuna spiegazione, mentre l’evento prodigioso è in attesa di una spiegazione umana.

Che sia l’uno o l’altro, lo scioglimento del sangue, attira la critica degli scettici, in particolare dei ricercatori CICAP (Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale).

Secondo la loro opinione confermata poi attraverso un esperimento, alla base della liquefazione c’è la tissotropia, ossia il fenomeno per cui alcune sostanze gelatinose passano, se agitate, allo stato liquido, ritornando a coagulare al termine dell’azione.

La stessa astrofisica Margherita Hack afferma “Il miracolo del sangue di San Gennaro e’ solo una reazione chimica”.

Tuttavia la scienza non riesce ancora a dare una spiegazione agli eventi negativi attribuiti al mancato scioglimento del sangue, per cui in realtà la questione è ancora aperta, provocando superstizioni e scetticismi.