Il Museo della Certosa di San Martino

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La Certosa di San Martino, situata sulla collina del Vomero vicino Castel Sant’Elmo, in Largo San Martino 5, a partire dall’Unità d’Italia è stata considerata Monumento Nazionale, ed è considerata il più grande monumento religioso della città.

La struttura nasce nel 1325, come Monastero dell’ordine dei certosini, realizzata da Tino Caimano, architetto e pittore senese, famoso per il Duomo di Pisa, e Attanasio Primario, in pieno stile gotico, di cui oggi restano soltanto i sotterranei basali. Nel 1368, poi, la Certosa fu inaugurata e consacrata.

Nel 1581 fu attuata l’opera di ampliamento, a cura degli architetti Giovanni Antonio Dosio e Giovan Giacomo Conforto, quali attueranno una completa trasformazione dallo stile gotico al barocco, con ampliamento e costruzione del Chiostro Grande.

certosa-di-san-martinoNel 1623 il progetto passò nelle mani di Cosimo Fanzago, quale, pur mettendoci la propria cifra stilistica, continua il precedente progetto di ampliamento e ammodernamento della Certosa, con completamento del Chiostro Grande. In Particolare, del suo lavoro è da ricordare l’attività decorativa: trasformerà le piatte decorazioni tradizionali geometriche, in decorazioni realiste quali rappresentino l’universo naturale, con effetti cromatici e volumetrici ottenuti grazie all’utilizzo di marmi bianchi di Carrara, broccatelli spagnoli, neri belgi, breccia francese.

Nel 1636, allo stesso Fanzago viene affidato il compito di completare la facciata. Il suo progetto originale era quello di far sostenere la crociera centrale da tre colonne, anziché cinque, rivestite di verde antico. Tuttavia, il progetto fu respinto in quanto ritenuto troppo precario, e l’architetto si limitò a rivestire la struttura trecentesca con marmi preziosi.

Nel 1723 Nicola Tagliacozzi Canale, darà il suo contributo con l’aggiunta di decorazioni rococò.

certosa di san martinoNel 1799 l’edificio fu danneggiato e occupato dai Francesi della rivoluzione, cacciando tutti i monaci, e resterà in situazioni di rovina fino al 1866, anno in cui, a opera di Fiorelli, diventerà Museo patriae memoriae, inaugurato nel 1867.

Al giorno d’oggi, le zone aperte al pubblico sono:

  • la Chiesa
  • il Refettorio
  • il Presepe
  • la Navata
  • i Chiostri
  • la sala Murat, di derivazione francese
  • l’androne delle carrozze
  • i giardini

Orari, prezzi e come arrivare

  • Il Museo è aperto tutti i giorni dalle 8:30 alle 19:30, con chiusura il Mercoledì.
  • Biglietto intero € 6
  • Biglietto ridotto € 3
  • Gratuito per gli under 18 e la prima domenica di ogni mese

Si ricorda inoltre che, per l’acquisto dei biglietti, è necessario la prenotazione e la biglietteria chiude un’ora prima dell’inizio dell’esposizione.

  • Dalla stazione centrale di Piazza Garibaldi si deve prendere la Linea 1 metro, scendere alla fermata Montesanto e da lì prendere poi la funicolare e scendere alla fermata Morghen, dalla quale sono poi circa cinque minuti a piedi.