Il Vesuvio, le eruzioni del passato e il rischio di nuove eruzioni oggi

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Il Vesuvio (dal Latino aeus “illuminare” o eus “bruciare”), vulcano esplosivo in stato di quiete dal 1944, si erge con i suoi 1.281 m nel versante orientale della città di Napoli, e costituisce con il Somma un complesso vulcanico la cui attività si protrae da circa 25.000 anni. Nel corso di tutti questi anni, ovviamente, il vulcano è stato artefice di numerose eruzioni.

 

Eruzioni del Vesuvio verificatesi nell’antichità

Pietro_Antoniani_-_Eruzione_del_Vesuvio_vista_da_Torre_del_GrecoFino al 79 d.C. si alternarono periodi di attività vulcanica a periodi di quiete. In particolare, le eruzioni di questo lungo lasso di tempo prendono il nome di Pliniane, dallo studioso Plinio il Giovane che ne descrisse per primo le caratteristiche. Tra queste ci sono l’emissione di lava molto viscosa che, anziché fluire, si accumula alla sommità del cratere, bloccando la fuoruscita dei gas e facendolo implodere parzialmente o totalmente. Tra le eruzioni Pliniane più importanti abbiamo:

  • Pomici di Base, a seguito della quale si formò il monte somma
  • Pomici di Mercato, nota anche come Pomici Gemelle o di Ottaviano
  • Pomici di Avellino, la quale distrusse numerosi insediamenti risalenti all’età del bronzo

pompei-vesuviusNel 79 d.C, invece, ci fu il più grande fenomeno eruttivo mai attestato. Ne abbiamo conoscenza grazie alla descrizione fatta in una lettera da Plinio il Giovane all’amico Tacito, trent’anni dopo. Il Vesuvio eruttò all’una del pomeriggio, con un rimbombo terrificante. Dapprima fuoriuscirono prevalentemente pomici, alle quali si mescolarono in seguito parti di rocce di altra natura. In particolare questo ciclo eruttivo portò all’inondazione e al seppellimento,sotto almeno 10 m di materiale eruttivo) di Pompei, Ercolano e Stabia, anche se in modo differente. Infatti Pompei e Stabia furono investite immediatamente dall’ininterrotta pioggia di lapilli e ceneri, Ercolano invece, fu sommersa quasi 12 ore dopo. Tant’è vero che mentre per gli abitanti delle prime due città sopracitate, si sa quasi per certo che fossero la maggior-parte periti per le strade non avendo una via di fuga; nel secondo caso si è pensato che tutti gli abitanti avessero avuto il tempo di mettersi in salvo. L’attività eruttiva cominciò a calmarsi, per poi cessare del tutto, alla sera del secondo giorno: durò più di 25 ore.

Il 16 Dicembre 1631,in seguito a diversi eventi premonitori tra cui rigonfiamento del suolo e piccoli terremoti, il Vesuvio ritornò ad eruttare dopo 130 anni di inattività. Durante la prima fase ci fu l’espulsione di ceneri miste ad acqua, che scesero velocemente a valle; successivamente ci fu la violenta fuoriuscita di ceneri, pomici e gas. Il racconto vuole che l’eruzione ebbe fine soltanto quando, il 17 Dicembre, la statua di San Gennaro fu rivolta al vulcano, durante una processione con l’esposizione delle reliquie del Santo, ordinata dall’arcivescovo.

Eruzioni del Vesuvio avvenute di recente

 

Dal 1631 al 1944 si sono verificate diverse eruzioni intermedie tra cui ad esempio quelle del 1848, 1855 e 1872. Da queste si distingue però quella del 1906, quale fu la più grande avvenuta in tutto il XX secolo, per l’immane quantità di lava che si dirigeva verso Torre Annunziata e finì per sotterrare del tutto Ottaviano.

vesuvio-eruzione-1944Nel 1944 nel pieno dell’occupazione americana durante la seconda guerra mondiale, si è verificata, per il momento, l’ultima eruzione del Vesuvio. In realtà però, si dovrebbe parlare di eruzioni al plurale, in quanto nel corso dell’anno se ne sono avute diverse( 6-26 Gennaio, 13-18 Marzo), fino ad arrivare a quella più significativa del 18-23 Marzo. Quest’ultima mutò lo stile eruttivo del Vesuvio, infatti, raggiunta la nube eruttiva un’altezza di 5 km, ai lati del vulcano colarono valanghe di lava. I paesi più colpiti furono  Terzigno, Pompei, Scafati, Angri, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Pagani, Poggiomarino e Cava; gli abitanti di San Sebastiano al Vesuvio, Massa di Somma e Cercola, furono costretti all’evacuazione.

Rischi sulle future Eruzioni del Vesuvio

vesuvio-mappa-lava-eruzioneProprio per la pericolosità delle sue eruzioni, intorno al Vesuvio è stata delimitata la cosiddetta zona rossa, ossia quella zona in cui rientrano le città più a rischio in caso di eruzione, e in cui l’unico modo per salvare la popolazione è l’evacuazione preventiva. Attualmente, la zona rossa comprende  27 Comuni tra cui: Boscoreale, Boscotrecase, Cercola, Ercolano, Massa di Somma, Ottaviano, Pollena Trocchia, Pompei, Portici, Sant’Anastasia, San Giorgio a Cremano, San Sebastiano al Vesuvio, San Giuseppe Vesuviano, Somma Vesuviana, Terzigno, Torre Annunziata, Torre del Greco, Trecase),Barra, Ponticelli, San Giovanni a Teduccio , Nola, Palma Campania, Poggiomarino, San Gennaro Vesuviano e Scafati, Pomigliano d’Arco. Nonostante la zona rossa, però, ai piedi del Vesuvio sono stati costruiti migliaia di edifici abusivi, circa sette-diecimila, ovviamente non vigilati, non costruiti adeguatamente, e ad altissimo rischio sismico. Purtroppo ad oggi le previsioni di eruzione del Vesuvio non sono affidabili e soprattutto non si sa se ci sarà il tempo per sfollare tutti i paesi Vesuviani che lo circondando.